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Contro-messaggio di fine anno
By grouchomax | dicembre 31, 2008
Non è certo il modo migliore per chiudere l’anno come ultimo post del 2008 volevo in realtà proporvi un stralcio dell’auto-intervista di/a Daniele Luttazzi (Pesci selvatici e le melodie delle foreste andaluse) apparsa sul suo blog nei giorni scorsi che riassume un pò il suo punto di vista (per lo piu’ condivisbile) su satira e potere in quest’Italia che più guardo da fuori tanto più spesso mi fa sollevare dubbioso il sopracciglio, da autentico emigrato che non perde occasione per parlar male del proprio paese salvo lodarlo quando gli fa più comodo.
E’ questo il mio contro messaggio di fine anno a quello (che non seguirò) del nostro inefficace Presidente della Repubblica le cui parole, vista la sua sostanziale inutilità dimostrata nel 2008, suonerebbero (almeno alle mie orecchie) inutili quanto di mera circostanza. Se il nostro primo rappresentante sta messo così, come un fantoccio stil il re con Mussolini, allora non posso pretendere che il pubblico a cui si rivolgerà con presumibilmente sante parole sia più sveglio di lui.
Prometto di tornare più polemico che mai nel 2009, in ogni caso, a tutti buona fine e buon principio!
Berlusconi ora gioca a fare il cavaliere evocando immagini di padri costituenti che duellavano verbalmente con eleganza di fioretto. Cerca, si dice, di rifarsi l’immagine per un futuro al Quirinale. Ma perché gli italiani credono alle sue bugie? La nostra malattia è una memoria straordinariamente corta?
Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali, ma una visione del mondo. Quella di Berlusconi è molto ben definita: il padre autoritario. Il PD non ne ha nessuna, si sposta al centro. E così perde. La destra non ha bisogno di spostarsi al centro per vincere le elezioni. E’ un problema di framing. Da 30 anni, coi suoi media, Berlusconi sta promuovendo il suo modello. La paura del terrorismo e quella per l’extracomunitario, così come la strumentalizzazione dei temi etici, servono a rinforzare il modello del padre autoritario. Il PD deve ancora cominciare a elaborare il proprio, che dovrebbe essere alternativo. Nel frattempo va a rimorchio della terminologia della destra. Quando il PD parla di “sgravi fiscali”, ad esempio, rinforza il modello della destra, che usa quella terminologia perché considera le tasse un peso. Nel modello alternativo ( che il PD neanche sta immaginando ) le tasse sono una protezione per il futuro dei nostri figli. Se tagli le tasse, i diritti tuoi e dei dei tuoi figli ( sanità, scuola, pensione ) diventano servizi a pagamento. Non c’è più giustizia sociale. Effetto domino: col taglio delle tasse, di fatto la destra decurta i fondi per i programmi sociali che si prendono cura della gente. Lo stesso dicasi delle privatizzazioni. Sono bravi quelli, o allocchi questi? Entrambe le cose. Il modello alternativo è pieno di idee migliori, ma il PD le ha abbandonate: adesso è eccitante come un catalogo di sementi.
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